sábado, 19 de novembro de 2016

Bom dia, em Trieste, através de Umberto Saba, à data, jovem mas a confirmar o génio...



TRIESTE


Ho attraversata tutta la città.
Poi ho salito un’erta,
popolosa in principio, in là deserta,
chiusa da um muricciolo:
un cantuccio in cui solo
siedo; e mi pare che dove esso termina
termini la città.

Trieste há una scontrosa
grazia. Se piace,
è come un rapazzaccio aspro e vorace,
com gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;
come un amore
con gelosia.
Da quest’erta ogni chiesa, ogni sua via
scopro, se mena all’ingombrata spiaggia,
o alla collina cui, sulla sassosa
cima, una casa, l’ultima, s’aggrappa.
Intorno
circola da ogni cosa, un’aria tormentosa,
l’aria natia.

La mia citta che in ogni parte è viva,
há il cantuccio a me fatto, alla mia vita
pensosa e schiva.

(1912)

(obra de Guido Marussig, Trieste, 1885-Milão, 1972)




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