TRIESTE
Ho attraversata tutta la città.
Poi ho salito un’erta,
popolosa in principio,
in là deserta,
chiusa da um
muricciolo:
un cantuccio in cui
solo
siedo; e mi pare che
dove esso termina
termini la città.
Trieste há una
scontrosa
grazia. Se piace,
è come un rapazzaccio
aspro e vorace,
com gli occhi azzurri e
mani troppo grandi
per regalare un fiore;
come un amore
con gelosia.
Da quest’erta ogni
chiesa, ogni sua via
scopro, se mena all’ingombrata
spiaggia,
o alla collina cui,
sulla sassosa
cima, una casa, l’ultima,
s’aggrappa.
Intorno
circola da ogni cosa,
un’aria tormentosa,
l’aria natia.
La mia citta che in
ogni parte è viva,
há il cantuccio a me
fatto, alla mia vita
pensosa e schiva.
(1912)
(obra de Guido Marussig, Trieste, 1885-Milão, 1972)

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